Storica perchè è la prima volta che il G20 si dedica alle donne e perchè si è svolta proprio in questo momento critico per la situazione in Afghanistan, uno step nevralgico nell’ambito dei lavori del G20 a Presidenza Italiana.

Uno speciale focus sulle donne che lavorano insieme agli uomini in questa situazione internazionale, e tutti i giorni  per un futuro migliore e per le nuove generazioni. Non solo quindi sul tema dell’empowerment femminile, per volontà della presidenza italiana, che lo ha posto da subito come uno degli asset fondamentali per l’azione del nostro Governo”, ha sottolineato la ministra delle Pari opportunità Elena Bonetti. I risultati della discussione saranno poi portati all’attenzione dei leader del G20 in vista del vertice di Roma del 30 e 31 ottobre.

Per la prima volta, è una prima assoluta infatti, in ambito G20, grazie alla Presidenza Italiana, un incontro ufficiale ha messo al centro del dibattito il ruolo fondamentale delle donne e il loro diritto al lavoro, per i diritti umani e per combattere le disuguaglianze, a partire dalla disparità di genere. E lanciato misure concrete perchè la parità di genere è essenziale per la crescita economica di tutti i paesi si è sottolineato oggi. Ed è rimbalzata la questione Afghanistan che tocca un nervo scoperto.

Innanzitutto la frase di chiusura della ministra per la parità Elena Bonetti è significativa:

“Tutti hanno riconosciuto che la pandemia ha amplificato reso evidenti delle disuguaglianze che erano purtroppo già esistenti in tutte le nostre società”.

E come dicevamo l’Afghanistan su questo fronte è in primo piano: proprio la ministra Elena Bonetti in apertura aveva rilanciato il messaggio del premier Mario Draghi “In quanto paesi del G20, abbiamo degli obblighi, nei confronti della comunità globale. Non dobbiamo illuderci: le ragazze e le donne afghane sono sul punto di perdere la loro libertà e la loro dignità”. E la situazione in Afghanistan è priorità anche per l’Europa come spiega Helena Dalli Commissaria europea per l’uguaglianza ….a partie dal PNNr che la mette come obiettivo per tutti i pilastri e per i fondi.

Perchè anche in Europa si deve vegliare, soprattutto ora post covdid come speiga anche Elisabeth Moreno, ministra francese per la parità di genere: “Abbiamo reslizzato che in nessun paese nel mondo ha una reale equità di genere tra uomo e donna, dobbiamo essere umili, quello che accade in afghanistan è terribile, dove tutto è messo in discussione dall’istruzione al lavoro al cinema per le donne, questa lotta per i diritti delle donne deve diventare trasnazionale”.

Sono stati due i fronti per le proposte di misure concrete per la parità di genere come fattore di crescita economica

-da un lato sono 10 le proposte concrete che saranno presentate in vista del vertice g20 di Roma del 30 e 31 ottobre per ottenere la parità di genere essenziale per la crescita economica di tutti i paesi. Tra queste Chiara Corazza, Special Representative del Women’s Forum per il G20 ed il G7 indica la prima: destinare  il 3% del 15% della imposta globali pagate dalle grandi imprese alla parità di genere nel settore STEM (acronimo per scientifico-tecnologico, ingegneria e matematica).

– dall’altro sul fronte dell’empowerment cosi lo definisce Emma Marcegaglia, presidente del B20 “è un potente motore di inclusione e uno strumento efficace per combattere le disuguaglianze”. E aggiunge “se tutti i paesi dell’Ocse avessero il tasso di occupazione femminile della Svezia, si genererebbe un impatto economico fino a 6 miliardi di dollari”.

E infine tutto è sotto sorveglianza e controllo proprio sui risultati come ha sottolineato Draghi c’è già una tabella di marcia sotto la lente per ridurre nei paesi g20 del 25% entro il 2025 i divari di genere sul lavoro. #staytuned Vedremo insieme gli steps ahead…!